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	<title>arte Archivi - Giulia Manella Restauro</title>
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	<description>Conservazione e Restauro di opere d&#039;arte</description>
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	<title>arte Archivi - Giulia Manella Restauro</title>
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		<title>Come pulire un quadro antico senza rovinarlo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Manella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 09:47:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[restauro e conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[pulitura]]></category>
		<category><![CDATA[quadro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché pulire un quadro non è come spolverare un mobile Hai un quadro antico che ha perso i suoi colori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/2026/09/01/pulire-quadro-antico/">Come pulire un quadro antico senza rovinarlo?</a> proviene da <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it">Giulia Manella Restauro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1072-edited-1024x768.jpg" alt="come pulire un quadro antico" class="wp-image-2463" style="width:924px;height:auto" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1072-edited-1024x768.jpg 1024w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1072-edited-300x225.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1072-edited-768x576.jpg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1072-edited-1536x1152.jpg 1536w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_1072-edited-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Perché pulire un quadro non è come spolverare un mobile</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Hai un quadro antico che ha perso i suoi colori originali, sembra opaco o coperto da un velo scuro, e ti stai chiedendo come pulirlo senza rischiare di rovinarlo? Capire come pulire un quadro antico senza commettere errori è una delle domande che ricevo più spesso da chi mi contatta da Darfo Boario Terme, dalla Valle Camonica e dal resto della provincia di Brescia, magari dopo aver trovato in soffitta o ereditato un dipinto di famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta breve è questa:&nbsp;<strong>un quadro antico non si pulisce con i metodi che useresti per un mobile o un oggetto qualsiasi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La superficie di un dipinto è un sistema fragile e stratificato: vernice, colore, preparazione, supporto. Ogni materiale reagisce in modo diverso all&#8217;acqua, ai solventi, allo sfregamento. Un intervento sbagliato, anche fatto con le migliori intenzioni, può danneggiare in modo irreversibile qualcosa che nessun restauro potrà più recuperare del tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, prima di spiegarti perché è importante non intervenire da soli, voglio essere chiara fin da subito:&nbsp;<strong>se hai dubbi sul tuo quadro, la cosa più sicura è farlo valutare da un professionista prima di toccarlo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/social/" data-type="page" data-id="428">CONTATTAMI</a></p>



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<h3 class="wp-block-heading">Cosa &#8220;sporca&#8221; davvero un quadro antico?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un dipinto appare scuro, opaco o ingiallito, spesso non si tratta solo di polvere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla superficie possono essersi accumulati nel tempo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>depositi superficiali e polveri atmosferiche;</li>



<li>vernici protettive ossidate e ingiallite;</li>



<li>fumo, in particolare residui di candele o camini, nei dipinti più antichi conservati in ambienti domestici o religiosi;</li>



<li>ritocchi e materiali di precedenti restauri, che con gli anni possono alterarsi diversamente rispetto alla pittura originale.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi strati non sono tutti uguali, e non vanno trattati come un&#8217;unica &#8220;sporcizia&#8221; da rimuovere. Ogni materiale ha una natura chimica diversa, e la rimozione deve essere valutata caso per caso: è uno degli aspetti più delicati di tutto il processo di restauro.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Perché pulire un quadro da soli è rischioso</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Capisco l&#8217;istinto: un quadro scuro sembra &#8220;chiedere&#8221; solo un po&#8217; di pulizia per tornare a splendere. Ma è proprio qui che nascono i danni più gravi e spesso irreversibili.</p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;acqua può danneggiare il colore</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Molti pigmenti e leganti utilizzati nella pittura antica sono sensibili all&#8217;acqua. Anche un panno leggermente umido può sciogliere, spostare o rimuovere porzioni di colore originale, in modo spesso impercettibile finché il danno non è già fatto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Alcool e detergenti sciolgono più di quanto pensi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Alcool, detergenti per la casa o prodotti specifici per altre superfici possono attaccare la vernice, il colore o entrambi. Una volta rimossi, alcuni strati pittorici non sono più recuperabili.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Strofinare crea abrasioni</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Anche un panno morbido, se usato con pressione o ripetutamente sulla stessa zona, può creare micro-abrasioni sulla superficie pittorica, soprattutto nelle zone dove il colore è già fragile o sollevato.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Non si vede sempre cosa c&#8217;è sotto</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un dipinto può nascondere sollevamenti della pellicola pittorica, crettature instabili o vecchi restauri non visibili a occhio nudo. Intervenire senza saperlo può trasformare un problema estetico in un danno strutturale. Se vuoi capire quali segnali osservare prima di decidere come procedere, ho scritto un approfondimento su&nbsp;<a href="#">come capire se un quadro antico ha bisogno di restauro</a>.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Cosa NON fare mai su un quadro antico</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per pulire un quadro antico in sicurezza, la prima regola è sapere cosa evitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non utilizzare mai:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>acqua o panni umidi;</li>



<li>alcool;</li>



<li>detergenti per la casa;</li>



<li>prodotti specifici per vetri, legno o altre superfici;</li>



<li>oli o cere &#8220;lucidanti&#8221;;</li>



<li>vernici acquistate autonomamente;</li>



<li>gomme da cancellare o spugne abrasive;</li>



<li>aria compressa a distanza ravvicinata.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E soprattutto:&nbsp;<strong>non strofinare mai la superficie</strong>, nemmeno con un panno asciutto morbido, se non sei certo di cosa ci sia effettivamente su quel dipinto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il quadro è particolarmente sporco o presenta zone scure, resistere alla tentazione di intervenire è la scelta più sicura, in attesa di una valutazione professionale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa puoi fare in sicurezza, in attesa di una valutazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;attesa di far valutare l&#8217;opera, ci sono solo alcune accortezze davvero sicure che puoi adottare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>evita l&#8217;esposizione diretta alla luce solare</strong>, che accelera l&#8217;alterazione di vernici e pigmenti;</li>



<li><strong>controlla che l&#8217;ambiente non sia troppo umido o troppo secco</strong>, e che non ci siano sbalzi di temperatura frequenti;</li>



<li><strong>non appoggiare oggetti sulla superficie o sul retro del dipinto</strong>;</li>



<li><strong>maneggia il quadro il meno possibile</strong>, e sempre con entrambe le mani, afferrandolo dalla cornice o dal telaio, mai dalla superficie pittorica;</li>



<li><strong>osserva ma non toccare</strong>: se noti cambiamenti nel tempo (nuove crettature, sollevamenti, cadute di colore), è un&#8217;informazione utile da riportare durante la valutazione.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di attenzione non sostituisce un intervento professionale, ma può aiutare a non peggiorare la situazione prima di una valutazione.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Come pulire un quadro antico: il mio lavoro </h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un dipinto viene valutato per un intervento di pulitura, il lavoro parte sempre da un&#8217;analisi approfondita: quali materiali sono presenti sulla superficie, in che stato si trova la pellicola pittorica, quali tecniche e prodotti sono realmente compatibili con quell&#8217;opera specifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo dopo questa fase è possibile scegliere il metodo di pulitura più adatto, spesso testato preventivamente su piccole aree poco visibili, per verificarne la sicurezza prima di estenderlo al resto della superficie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un processo che richiede tempo, conoscenza dei materiali e attenzione costante — ben diverso da un intervento generico. Se vuoi capire anche quali fattori incidono sui tempi e sui costi di un intervento di questo tipo, puoi leggere l&#8217;articolo su <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/2026/08/12/quanto-costa-restaurare-un-quadro-restauro-valle-camonica/" data-type="post" data-id="2442">quanto costa restaurare un quadro.</a></p>



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<h3 class="wp-block-heading">Hai un quadro antico che ha bisogno di essere pulito?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo dipinto è scuro, opaco o presenta zone che ti preoccupano, il primo passo non è agire, ma&nbsp;<strong>capire cosa ha davanti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Puoi inviarmi alcune fotografie per una prima valutazione:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una fotografia dell&#8217;intero dipinto;</li>



<li>una fotografia del retro;</li>



<li>fotografie ravvicinate delle zone più scure o problematiche;</li>



<li>eventuali informazioni che conosci sulla storia dell&#8217;opera.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Da queste prime immagini potrò indicarti se si tratta effettivamente di un intervento di pulitura, e quali altre valutazioni potrebbero essere necessarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lavoro principalmente a Darfo Boario Terme e in Valle Camonica, occupandomi di restauro e conservazione di dipinti su tela e tavola.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://wa.me/message/3SEZVNU2UUYZI1" data-type="link" data-id="https://wa.me/message/3SEZVNU2UUYZI1">INVIA LE FOTO DEL TUO QUADRO</a></p>



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<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Pulire un quadro antico richiede competenze specifiche: un intervento sbagliato può causare danni irreversibili alla pellicola pittorica e alla vernice originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acqua, alcool, detergenti e sfregamento sono tra i rischi più comuni e più dannosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa più sicura, se il tuo dipinto ti preoccupa, è&nbsp;<strong>non intervenire da solo</strong>&nbsp;e farlo valutare da un professionista prima di procedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un quadro pulito nel modo sbagliato non torna mai come prima: un quadro valutato correttamente, sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/2026/09/01/pulire-quadro-antico/">Come pulire un quadro antico senza rovinarlo?</a> proviene da <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it">Giulia Manella Restauro</a>.</p>
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		<title>Come capire se un quadro antico ha bisogno di restauro?</title>
		<link>https://www.giuliamanellarestauro.it/2026/08/13/come-capire-se-un-quadro-ha-bisogno-di-restauro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-capire-se-un-quadro-ha-bisogno-di-restauro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Manella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 13:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[quadro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai un quadro antico in casa — magari a Darfo Boario Terme, in Valle Camonica, o nel resto della provincia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/2026/08/13/come-capire-se-un-quadro-ha-bisogno-di-restauro/">Come capire se un quadro antico ha bisogno di restauro?</a> proviene da <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it">Giulia Manella Restauro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="774" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-1024x774.jpg" alt="" class="wp-image-1108" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-1024x774.jpg 1024w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-300x227.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-768x581.jpg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-1536x1161.jpg 1536w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-2048x1548.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Hai un quadro antico in casa — magari a Darfo Boario Terme, in Valle Camonica, o nel resto della provincia di Brescia — e ti stai chiedendo se sia semplicemente segnato dal tempo oppure se abbia realmente bisogno di un intervento di restauro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti i segni che vediamo su un dipinto indicano necessariamente un problema. Crettature, leggere alterazioni del colore o una superficie non perfettamente uniforme possono essere caratteristiche legate alla storia dell&#8217;opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, alcuni fenomeni apparentemente poco evidenti possono indicare un problema di conservazione che è importante non trascurare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire&nbsp;<strong>se un quadro ha bisogno di restauro</strong>&nbsp;significa quindi prima di tutto imparare a riconoscere alcuni dei principali segnali di degrado.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se possiedi un dipinto e hai dei dubbi sulle sue condizioni, puoi inviarmi alcune fotografie per una prima valutazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/social/" data-type="page" data-id="428">CONTATTAMI</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">Quali sono i segnali che indicano che un quadro potrebbe avere bisogno di un intervento?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non esiste un unico segnale che permetta di stabilire se un dipinto debba essere restaurato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario considerare l&#8217;insieme delle condizioni dell&#8217;opera, il suo supporto, la tecnica utilizzata e la storia conservativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono però alcuni fenomeni che meritano particolare attenzione.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">1. Il colore si solleva dalla superficie</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei segnali più importanti è la presenza di&nbsp;<strong>sollevamenti della pellicola pittorica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcune zone il colore può perdere la propria adesione al supporto e iniziare a sollevarsi, formando piccole scaglie, deformazioni o vere e proprie &#8220;bolle&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo fenomeno non dovrebbe essere sottovalutato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pellicola pittorica sollevata può infatti diventare estremamente fragile e, con il passare del tempo, alcune porzioni possono staccarsi completamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi è importante evitare di toccare o premere la superficie del dipinto e far valutare l&#8217;opera da un professionista.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">2. Sono presenti cadute di colore</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Se sulla superficie del quadro sono visibili piccole o grandi zone in cui il colore è completamente assente, si parla di&nbsp;<strong>lacune della pellicola pittorica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le lacune possono essere dovute a diversi fattori: urti, abrasioni, problemi di adesione, condizioni ambientali non adeguate o precedenti interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di una lacuna non significa necessariamente che il dipinto debba essere immediatamente restaurato, ma è importante comprenderne la causa e verificare la stabilità delle zone circostanti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">3. La tela è deformata</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un dipinto su tela può presentare deformazioni, ondulazioni o cedimenti del supporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tela può modificare la propria forma in seguito a variazioni di umidità e temperatura, tensionamento non adeguato, condizioni di conservazione problematiche o interventi precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una tela deformata non è necessariamente sinonimo di un danno grave, ma può essere un segnale che merita di essere valutato insieme alle condizioni della pellicola pittorica.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">4. Il quadro presenta strappi o fori</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Gli strappi della tela sono danni strutturali che richiedono particolare attenzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possono essere provocati da urti, cadute, oggetti appuntiti o manipolazioni scorrette.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche un piccolo foro può diventare più problematico se il dipinto viene movimentato o se la tela continua a essere sottoposta a tensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il supporto è strappato, è quindi preferibile&nbsp;<strong>non cercare di ripararlo autonomamente</strong>&nbsp;e non applicare nastri adesivi, colle o altri materiali sul retro.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">5. La superficie è molto sporca o scura</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è probabilmente il caso che genera più dubbi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un quadro molto scuro o sporco non significa necessariamente che sia semplicemente ricoperto di polvere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla superficie possono essere presenti depositi, vernici alterate, materiali derivanti da vecchi interventi o altre sostanze che modificano l&#8217;aspetto dell&#8217;opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo&nbsp;<strong>pulire un quadro antico non equivale a spolverare un mobile</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La pulitura di un dipinto è un&#8217;operazione delicata che deve essere valutata in relazione ai materiali presenti sulla superficie e agli strati originali dell&#8217;opera. Se ti interessa capire anche l&#8217;aspetto economico di questo tipo di intervento, ho scritto un approfondimento su <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/2026/08/12/quanto-costa-restaurare-un-quadro-restauro-valle-camonica/" data-type="post" data-id="2442">quanto costa restaurare un quadro</a>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">6. La vernice è ingiallita</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Molti dipinti antichi sono stati protetti in passato con vernici che con il tempo possono modificarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vernice alterata può assumere una tonalità giallastra o brunastra e modificare la percezione dei colori sottostanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo può far apparire il dipinto più scuro, caldo o uniforme di quanto fosse in origine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la presenza di una vernice alterata non significa automaticamente che debba essere rimossa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione di intervenire deve tenere conto delle caratteristiche dell&#8217;opera e della funzione della vernice presente.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">7. Il quadro presenta molte crettature</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Le&nbsp;<strong>crettature</strong>&nbsp;sono una caratteristica molto comune nei dipinti antichi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma attenzione: non tutte le crettature sono uguali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possono dipendere dall&#8217;invecchiamento naturale dei materiali, dalla tecnica pittorica, dalle condizioni ambientali o da problemi di adesione tra gli strati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una superficie ricca di crettature non significa quindi automaticamente che il quadro sia &#8220;rovinato&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È soprattutto importante capire&nbsp;<strong>se la pellicola pittorica è stabile oppure se le crettature sono associate a sollevamenti e altri fenomeni di degrado</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h4 class="wp-block-heading">8. Ci sono vecchi restauri visibili</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Un quadro può essere stato restaurato più volte nel corso della sua storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vecchie reintegrazioni pittoriche, stuccature, vernici e interventi sul supporto possono essere ancora visibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte un precedente restauro può essersi alterato nel tempo e risultare più evidente rispetto alla pittura originale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso non è detto che sia necessario rimuovere tutto e ricominciare da capo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di intervenire è importante capire&nbsp;<strong>quali materiali sono presenti e quale sia la loro relazione con l&#8217;opera originale</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Un quadro antico deve essere restaurato solo perché è vecchio?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">No.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è uno dei concetti più importanti da chiarire.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;età di un dipinto non è, da sola, un motivo sufficiente per restaurarlo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;opera può avere centinaia di anni e trovarsi in condizioni perfettamente stabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, un dipinto molto più recente può presentare problemi conservativi importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il restauro dovrebbe quindi essere deciso sulla base dello&nbsp;<strong>stato di conservazione dell&#8217;opera</strong>, non semplicemente della sua età.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Come capire se una crettatura è normale?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Le crettature sono uno degli aspetti che più spesso preoccupano i proprietari di quadri antichi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una certa presenza di crettature può essere compatibile con l&#8217;invecchiamento naturale di un dipinto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventa invece importante approfondire la situazione quando sono associate ad altri fenomeni, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>sollevamenti;</li>



<li>scaglie di colore;</li>



<li>deformazioni;</li>



<li>perdita di adesione;</li>



<li>cadute di colore;</li>



<li>fragilità della superficie.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi è preferibile non cercare di stabilire autonomamente se il quadro sia &#8220;da restaurare&#8221;, ma farne valutare lo stato di conservazione.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa non fare se pensi che il tuo quadro abbia bisogno di restauro</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si nota un problema, la tentazione può essere quella di cercare una soluzione immediata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È meglio evitare interventi fai-da-te.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non utilizzare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>acqua;</li>



<li>alcool;</li>



<li>detergenti;</li>



<li>prodotti per la pulizia;</li>



<li>oli;</li>



<li>vernici acquistate autonomamente;</li>



<li>colle;</li>



<li>nastri adesivi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Non strofinare la superficie e non cercare di fissare il colore premendolo con le dita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tentativo di riparazione può infatti causare danni più difficili da correggere rispetto al problema iniziale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Come viene valutato lo stato di conservazione di un quadro?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per capire se un quadro ha realmente bisogno di restauro è necessario osservare l&#8217;opera nel suo insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante una valutazione vengono considerati, tra gli altri aspetti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>il supporto;</li>



<li>la pellicola pittorica;</li>



<li>la presenza di sollevamenti e lacune;</li>



<li>le condizioni della vernice;</li>



<li>le deformazioni;</li>



<li>eventuali danni meccanici;</li>



<li>precedenti restauri;</li>



<li>condizioni di conservazione dell&#8217;opera.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo non è decidere automaticamente di restaurare il dipinto, ma capire&nbsp;<strong>quale sia la soluzione più appropriata per conservarlo nel tempo</strong>. Su questi aspetti mi occupo nello specifico di&nbsp;<a href="#">restauro e conservazione di dipinti su tela e tavola</a>, oltre che di sculture lignee e arredi policromi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi potrà essere indicato un intervento di restauro; in altri sarà sufficiente un intervento conservativo o una corretta gestione dell&#8217;opera.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">Hai un quadro antico e non sai se debba essere restaurato?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non è necessario decidere da soli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se possiedi un dipinto che presenta crettature, sollevamenti, cadute di colore, deformazioni, sporco o altri fenomeni che ti preoccupano, puoi inviarmi alcune fotografie dell&#8217;opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per una prima valutazione sono utili:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>una fotografia dell&#8217;intero dipinto;</li>



<li>una fotografia del retro;</li>



<li>fotografie ravvicinate delle zone problematiche;</li>



<li>una fotografia della cornice, se presente.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le fotografie permettono di avere una prima indicazione sulle condizioni dell&#8217;opera e di valutare come procedere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il dipinto necessita di un esame più approfondito, sarà possibile concordare le modalità più appropriate per la valutazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lavoro principalmente a Darfo Boario Terme e in Valle Camonica, occupandomi di restauro e conservazione di dipinti su tela e tavola.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/restauro-dipinti-valle-camonica/" data-type="page" data-id="2382">SCOPRI IL SERVIZIO DI RESTAURO DIPINTI IN VALLE CAMONICA</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://wa.me/message/3SEZVNU2UUYZI1" data-type="link" data-id="https://wa.me/message/3SEZVNU2UUYZI1">CONTATTAMI</a></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h3 class="wp-block-heading">In sintesi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Un quadro antico potrebbe avere bisogno di un intervento quando presenta&nbsp;<strong>sollevamenti della pellicola pittorica, cadute di colore, deformazioni del supporto, strappi, lacune o altri fenomeni che ne compromettono la conservazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non tutto ciò che appare come un segno del tempo è necessariamente un danno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa più importante è&nbsp;<strong>non intervenire autonomamente</strong>&nbsp;e valutare l&#8217;opera prima di procedere con puliture o riparazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il restauro non serve a cancellare l&#8217;età di un&#8217;opera: serve a conservarne la materia e la storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/2026/08/13/come-capire-se-un-quadro-ha-bisogno-di-restauro/">Come capire se un quadro antico ha bisogno di restauro?</a> proviene da <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it">Giulia Manella Restauro</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando il laser non deve farci paura: il suo uso nella pulitura delle opere d&#8217;arte</title>
		<link>https://www.giuliamanellarestauro.it/2020/11/30/quando-il-laser-non-deve-farci-paura-il-suo-uso-nella-pulitura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quando-il-laser-non-deve-farci-paura-il-suo-uso-nella-pulitura</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia Manella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2020 10:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[laser]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro conservativo]]></category>
		<category><![CDATA[restauro estetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel restauro si parla molto dell&#8217;impiego del laser nella fase di pulitura delle opere d&#8217;arte, ma cos&#8217;è l&#8217;ablazione laser?L&#8217;ablazione laser [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel restauro si parla molto dell&#8217;impiego del laser nella fase di pulitura delle opere d&#8217;arte, ma cos&#8217;è l&#8217;ablazione laser?<br>L&#8217;ablazione laser consiste nella distruzione di un tessuto, indotta da un aumento locale della temperatura mediante la trasmissione di energia luminosa laser.</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">Nel caso del restauro questo metodo serve per riportare alla luce uno strato specifico attraverso la rimozione degli strati indesiderati.</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">La sperimentazione nasce negli anni 70 e si sviluppa negli anni 80 con l&#8217;aumento del livello tecnologico.<br>Dalla seconda metà degli anni 80 la pulitura laser venne ampiamente applicata nell&#8217;Europa sud-occidentale, soprattutto per la rimozione di croste nere prodotte dall&#8217;inquinamento.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="400" height="264" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/Cariatidi.jpg" alt="" class="wp-image-1102" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/Cariatidi.jpg 400w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/Cariatidi-300x198.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption>In foto un&#8217;operatrice al lavoro su una cariatide del Museo dell&#8217;Acropoli di Atene</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">La pulitura laser di materiali lapidei è la principale applicazione di questo metodo: la crosta nera è facilmente rimossa dal substrato lapideo senza recargli alcun danno.                                        <br>Il laser, grazie alla sua gradualità e selettività, è inoltre capace di preservare la cosiddetta &#8220;patina del tempo&#8221; che può essere rinvenuta soprattutto nei manufatti antichi.</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph">L&#8217;ablazione laser non sarà il metodo più economico ma mostra molti vantaggi rispetto ai metodi di pulitura chimici e meccanici tradizionali in termini di gradualità, auto-terminazione, selettività e impatto ambientale.</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Pulitura di due aquile dorate con il nostro sistema laser Eos Combo" width="1240" height="698" src="https://www.youtube.com/embed/B4fvZNPZJvI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div><figcaption>Nel video un esempio di impiego dell&#8217;ablazione laser per la pulitura</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La pulitura delle opere d&#8217;arte nel corso dei secoli</title>
		<link>https://www.giuliamanellarestauro.it/2020/07/27/la-pulitura-nel-corso-degli-anni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-pulitura-nel-corso-degli-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Manella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 08:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[pulitura]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro conservativo]]></category>
		<category><![CDATA[restauro estetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad oggi la pulitura di un manufatto storico artistico è ritenuta la fase più delicata e rischiosa di un restauro. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it/2020/07/27/la-pulitura-nel-corso-degli-anni/">La pulitura delle opere d&#8217;arte nel corso dei secoli</a> proviene da <a href="https://www.giuliamanellarestauro.it">Giulia Manella Restauro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi la pulitura di un manufatto storico artistico è ritenuta la fase più delicata e rischiosa di un restauro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è solo dal novecento, con la stesura delle prime Carte del Restauro che la pulitura ha assunto questo spazio importante tra le varie operazioni. Secco Suardo a metà 1800 aveva iniziato a riconoscere e riservare un’attenzione e tempo maggiori che in passato; nella seconda parte del suo manuale riservava grande spazio al “pulimento dei dipinti” e mostrava attenzione alle novità che la chimica moderna stava introducendo.<br>In quei tempi la scarsa attenzione alla pulitura (svolta solo da addetti alle operazioni meccaniche) veniva giustificata dalla importanza data alle operazioni estetiche riservate ai pittori. Da qui nasce e si protrae il termine “pittore-restauratore” per indicare la professione e il ragionamento causato dai pochi mezzi a disposizione con i quali era inevitabile creare danni alle opere: “ogni danno può essere coperto o mascherato con l’intervento pittorico”.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="227" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-300x227.jpg" alt="" class="wp-image-1108" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-300x227.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-1024x774.jpg 1024w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-768x581.jpg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-1536x1161.jpg 1536w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/imm-pul-2-2048x1548.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nel XIX era quasi inevitabile creare danni alle opere e quindi indispensabile intervenire in maniera pesante con un intervento estetico.<br>Però ci furono alcune eccezioni dove si invita alla prudenza e a non applicare miscugli pericolosi con la conseguente perdita dei materiali costitutivi e della qualità pittorica dei maestri. Pietro Edwards aveva posto tra le sue regole del restauro “che per ispedire solecitamente il lavoro non si adoperino corrosivi capaci di togliere la virginità del dipinto e bruciare del colore”.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="198" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/iim-pul-2-300x198.jpg" alt="" class="wp-image-1109" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/iim-pul-2-300x198.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/iim-pul-2-1024x677.jpg 1024w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/iim-pul-2-768x508.jpg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/iim-pul-2-1536x1016.jpg 1536w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/iim-pul-2-2048x1354.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Nella lunga storia del restauro e della conservazione la pulitura ha attraversato momenti “critici”, con dibattiti forti e posizioni contrastanti. Tralasciando le note cleaning controversy, nell’ultimo secolo ci sono stati eventi importanti nei quali il tema della pulitura è stato affrontato e che possiamo prendere come tappe dell’evoluzione dei pensieri sull’argomento.<br>Il congresso dell’office international des musées Di Roma (1930) con le prime Carte del restauro e la nascita dell’opificio delle pietre dure e l’istituto centrale del restauro. Il lungo dibattito seguente alla cleaning controversity degli anni cinquanta del novecento tra la “pulitura scientifica” tesa a recuperare il colore originario e la “mezza pulitura”, cioè la ricerca della conservazione non rimuovendo completamente le vernici o altri strati filmogeni.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/28-300x300.jpg" alt="" class="wp-image-1111" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/28-300x300.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/28-1024x1024.jpg 1024w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/28-150x150.jpg 150w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/28-768x769.jpg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/28.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il congresso IIC di Bruxelles del 1990 che vide nuove figure che hanno segnato poi la recente storia della pulitura o delle vernici come Richard Wolbers e René De La Rie.<br>Il congresso di Düsseldorf “surface cleaning” del 2003, mise al centro di ogni processo di pulitura l’intervento sui materiali depositati in superficie, condizione indispensabile anche per eventuali rimozioni di vernice.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="274" height="300" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20180413_114036682_Original-274x300.jpg" alt="" class="wp-image-1112" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20180413_114036682_Original-274x300.jpg 274w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/IMG_20180413_114036682_Original.jpg 292w" sizes="auto, (max-width: 274px) 100vw, 274px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Infine il congresso “Cleaning 2010” di Valencia, ha arricchito ulteriormente le conoscenze sui materiali e le tecniche per la pulitura, anche di manufatti contemporanei, mettendo in rilievo i rischi che ancora ci sono.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Fonte: Un approccio alla pulitura dei dipinti mobili &#8211; P. Cremonesi E. Signorini Il Prato Edizioni </p>
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		<item>
		<title>Quanti e quali sono i tipi di degrado che possiamo incontrare nelle opere d&#8217;arte?</title>
		<link>https://www.giuliamanellarestauro.it/2020/06/11/quanti-e-quali-sono-i-tipi-di-degrado-che-possiamo-incontrare-nelle-opere-darte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quanti-e-quali-sono-i-tipi-di-degrado-che-possiamo-incontrare-nelle-opere-darte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Manella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 19:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[degrado]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro conservativo]]></category>
		<category><![CDATA[restauro estetico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Partiamo col dire che i fattori di degrado possono essere interni ed esterni. Con fattori interni si intendono errate tecniche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Partiamo col dire che i fattori di degrado possono essere interni ed esterni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con fattori interni si intendono errate tecniche di costruzione ed esecuzione dell&#8217;opera (materiali impiegati, fasi ecc.) mentre i fattori di degrado esterni possono essere dovuti a cause dirette o indirette. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51745107_542682676217347_224327748187848704_n-300x300.jpg" alt="" class="wp-image-1127" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51745107_542682676217347_224327748187848704_n-300x300.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51745107_542682676217347_224327748187848704_n-150x150.jpg 150w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51745107_542682676217347_224327748187848704_n-768x768.jpg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51745107_542682676217347_224327748187848704_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Le cause dirette sono disattenzioni, interventi di restauro o di manutenzione non svolti correttamente, quindi ogni danno causato per colpa della mano dell&#8217;uomo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51510773_542682749550673_1755705501582098432_n-300x300.jpg" alt="" class="wp-image-1125" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51510773_542682749550673_1755705501582098432_n-300x300.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51510773_542682749550673_1755705501582098432_n-150x150.jpg 150w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51510773_542682749550673_1755705501582098432_n-768x768.jpg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51510773_542682749550673_1755705501582098432_n.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"> Le cause indirette invece sono dovute ad un ambiente di conservazione non idoneo. Gli agenti di questo degrado chiamato biologico si dividono in abiotici e biotici. Con abiotici si includono i fattori di degrado dovuti al clima (raggi UV, ambiente inquinato, temperatura, umidità), invece con biotici si intende quel tipo di degrado causato da organismi viventi e processi vitali (attacchi di funghi, batteri o insetto xilofagi). </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="300" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51718652_542682779550670_8838860932152033280_n-300x300.jpg" alt="" class="wp-image-1126" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51718652_542682779550670_8838860932152033280_n-300x300.jpg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51718652_542682779550670_8838860932152033280_n-150x150.jpg 150w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/51718652_542682779550670_8838860932152033280_n.jpg 535w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo approccio al restauro avviene proprio quando il professionista capisce la tipologia del degrado che intacca l&#8217;opera, raccogliendo dati semplici e oggettivi elaborandoli in modo critico. Facendo ciò si mettono le basi del progetto per condurre poi l&#8217;intervento di restauro nel migliore dei modi.</p>
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		<title>Come vengono impiegati gli UV nel restauro?</title>
		<link>https://www.giuliamanellarestauro.it/2020/05/26/come-vengono-impiegati-gli-uv-nel-restauro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=come-vengono-impiegati-gli-uv-nel-restauro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Manella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 19:48:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[restauro]]></category>
		<category><![CDATA[restauro conservativo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fluorescenza UV riveste un ruolo importante nei metodi dell’indagine diagnostica nel campo dei beni culturali, con applicazioni che non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><br>La fluorescenza UV riveste un ruolo importante nei metodi dell’indagine diagnostica nel campo dei beni culturali, con applicazioni che non si limitano alle superfici pittoriche, ma risultano di grande interesse per lo studio delle diverse tipologie dei manufatti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’osservazione in UV, in quanto metodo di indagine non invasivo, ha trovato un largo impiego per l’immediatezza della risposta ma anche per la praticità con cui tale indagine può essere eseguita: l&#8217;operatore, disponendo di una lampada di Wood può facilmente effettuare una o più osservazioni della fluorescenza semplicemente oscurando l’ambiente di lavoro. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="241" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0088-01-300x241.jpeg" alt="" class="wp-image-1104" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0088-01-300x241.jpeg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0088-01-1024x821.jpeg 1024w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0088-01-768x616.jpeg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0088-01-1536x1232.jpeg 1536w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0088-01-2048x1643.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine UV può differenziare e/o evidenziare la presenza di materiali che non risultano chiaramente distinguibili in luce visibile, permettendo di ottenere informazioni sia sulla tecnica esecutiva sia sullo stato di conservazione dell’opera, come gli interventi di restauro altrimenti non individuabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno della fluorescenza riguarda prevalentemente i materiali organici come le vernici, i film di adesivi, i protettivi, i leganti pittorici che possono dare risposte diverse (fluorescenze colorate) secondo la loro natura chimica. Generalmente queste fluorescenze aumentano d’intensità con il procedere dell’invecchiamento delle sostanze stesse. La stimolazione della fluorescenza ultravioletta può essere indotta anche in materiali inorganici, definiti chimicamente puri, dalla presenza di sostanze in quantità infinitesime, resti dei processi di fabbricazione delle stesse oppure da impurità presenti per cause diverse (degradi naturali, precedenti interventi, infiltrazioni, ecc.). </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0169-01-1-300x200.jpeg" alt="" class="wp-image-1105" srcset="https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0169-01-1-300x200.jpeg 300w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0169-01-1-1024x683.jpeg 1024w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0169-01-1-768x512.jpeg 768w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0169-01-1-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.giuliamanellarestauro.it/wp-content/uploads/2020/07/DSC_0169-01-1-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco perché con questo esame è spesso facile differenziare le ridipinture dalla pittura originale: i materiali sovrapposti, essendo meno antichi, risultano infatti più scuri. Con l&#8217;invecchiamento si formano fra leganti e pigmenti delle reazioni chimiche che rendono questi composti più fluorescenti, mentre le reintegrazioni pittoriche più recenti dove queste reazioni non hanno potuto aver luogo appaiono come macchie opache. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se eseguita sui dipinti dopo l’asportazione della vernice superficiale permette l’individuazione e il riconoscimento di alcuni dei pigmenti impiegati.</p>
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